# Likutey Moharan – Torah 282 (Azamrah)

מקור: https://rabenu.app/books/likutey-moharan-torah-282-azamrah/

---

## Likutey Moharan – Torah 282 (Azamrah)

*Per ordinare il libro, per aiutare a diffondere gli*

*insegnamenti di Rabbi Nachman in italiano o per partire ad Uman insieme si può contattare:*

+972 (0) 53 2240965

*breslevitalia@hotmail.com*

Questo è solo una lezione del libro Likutey Moharan tradotta e commentata grazie anche al Breslov Research Institute POB 5370 Jerusalem, Israel 91053

http//www.breslov.org

Leilui Nishmat

Emi Bat Simon Sarfati Menda

**2821**

Sappi, che una persona deve giudicare tutti favorevolmente (Avot 1: 6)2. Anche in chi è completamente malvagio3, è necessario cercare e trovare in lui una qualche briciola di bene; e in quel po’ di bene non è malvagio4. Trovando in lui un minimo

1 **Likutey Moharan 282 **Rabbi Nachman ha insegnato le prime due sezioni di questa lezione a Shemini Azeret, nel 5568 (24 ottobre, 1807). Subito dopo la festa, il Rebbe partì per Lemberg (Leopoli), apparentemente per cercare consiglio medico per la tubercolosi che aveva contratto verso la fine di quell'estate. Rabbi Nathan si rese conto che non avrebbe visto il Rebbe per molti mesi e, insieme a Rabbi Naftali, rincorse il Rebbe fino a quando non lo raggiunsero a Krassnoy. Quando Rabbi Nachman se ne andò in fretta la mattina seguente, Rabbi Nathan e Rabbi Naftali hanno iniziato a correre dietro al loro maestro, raggiungendolo alla periferia della città. “Qual è il vostro desiderio?” Chiese il Rebbe ai suoi due seguaci. “Volete che vi benedica o che vi dica una Torà?” Rabbi Nathan rispose “Ci benedirai quando tornerai in buona salute da Lemberg. Per ora, insegnaci la Torà.” (Rabbi Nathan sapeva che se Rabbi Nachman non avesse insegnato la lezione, sarebbe stata persa per sempre.) Rabbi Nachman disse: “Ti dirò [la ragione] dell'inizio del mio viaggio.,” subito dopo gli ha insegnato il completamento di questa lezione (sezioni 3-6). Rabbi Nathan scrive che, anche così, la connessione tra la lezione e il viaggio del Rebbe rimane un mistero (*Yemey Mohamat *# 26 *TZadik* # 159; *Fino al Mashiach*, pp.151-152; Attraverso il fuoco e l'acqua, Capitolo 16, vedi sotto, nn.36). I temi principali della lezione sono: giudicare gli altri e se stessi favorevolmente; trovare il buono in altri come in sé stessi; il potere della canzone; un *chazan *(leader della

preghiera); costruire un santuario; e bambini che studiano Torà. Questa lezione è conosciuta popolarmente nella tradizione Breslev come Azamra. (Canterò)

2 **una persona deve giudicare tutti favorevolmente. **Rashi spiega questo insegnamento dei nostri Saggi (loc. cit.) nel senso che a meno che o fino a quando non si sappia diversamente, si deve sempre presumere che le intenzioni dell'altro siano onorevoli. Il Talmud insegna: Giudicate gli altri favorevolmente e sarete giudicati favorevolmente (*Shabbat *127b)

3 **completamente malvagio... **Questo si riferisce a qualcuno che è completamente malvagio, eppure la scintilla della sua ebraicità continua a bruciare dentro di lui. Questa scintilla è la sua anima, che emana da D-o stesso (vedi lezione 260:11). Finché la sua anima ebraica è viva, deve per forza essere che il malvagio possieda un qualche minimo di bene. Pertanto, anche se potrebbe sembrare completamente malvagio, è solo perché non abbiamo trovato del bene in lui, come ora spiega Rabbi Nachman (*Biur HaLikutin* #2). Altrove, Rabbi Nachman parla della delizia e del vanto che D-o Ha da ogni Ebreo - anche da uno che è considerato tra i *poshei Israel *(Peccatori di Israele), finché la persona si identifica ancora come Ebreo (*Likutey Moharan *I, 17: 1 e vedi il 14). Questo insegnamento apparentemente esclude quelli che si nascondono dalla loro Ebraicità e non desiderano farne parte. Per quanto riguarda tali persone, Rabbi Nachman ha insegnato (*La saggezza di Rabbi Nachman-Sichot Haran *#10) “i malvagi sono pieni di rimpianti. Ogni dolore che provano non fa altro che rafforzare la loro malvagità. Non appena avvertono un’ombra di rimorso, la combattono, impegnandosi ancor di più nella loro cattiveria. “(*Biur HaLikutim* ibid .; anche lezione # 274 e nn. 1, 4)

4 **e in quel po’ di bene non è malvagio. **Come verrà spiegato, questo si riferisce alla ricerca di qualche punto positivo nei pensieri o nelle intenzioni di una persona che ha trasgredito o commesso un atto malvagio. Facendo così, anche se merita di essere chiamato malvagio, possiede ancora un minimo di buono che gli impedisce di essere *completamente *malvagio. Il *Biur HaLikutim *aggiunge: Possiamo trovare quel po’ di bene semplicemente riconoscendo di non essere a conoscenza di tutti i fatti. Dovremmo chiederci: “Cosa lo ha costretto a fare quello che ha fatto?” e cercare eventuali fattori attenuanti. Se, nonostante tutte le sue cattive azioni, ancora “vuole essere ebreo” e fare la cosa giusta, allora non può essere così colpevole come sembra, e può essere giudicato favorevolmente. (*Biur HaLikutim # 1*).

Alla vigilia di Rosh HaShanah 5571 (28 settembre 1810) meno di un mese prima che Rabbi Nachman morisse, qualcuno gli chiese come ottenere la diligenza nello studio della Torà “Non dire mai una parolaccia ad un altro

di bene e giudicandolo favorevolmente, lo si può elevare ad un livello di merito e si può cosi portarlo a pentirsi.5

Questo è l'aspetto di “Ancora un po’ e l'uomo malvagio non esisterà più, rifletterai sul suo posto e non sarà lì” (Salmi 37.10).6 Vale a dire che la scrittura avverte di giudicare tutti favorevolmente. Anche se vedi che una persona è completamente malvagia, devi cercare e chiedere di trovare in lui un po’ di bene, e in quel po’ di bene non è malvagio. Questo è: **ancora un po’ e l'uomo malvagio non esisterà più **– È necessario cercare “Ancora un po’” di bene che ha ancora dentro di sé, e in quel luogo non è malvagio.7 Perché, sebbene sia malvagio, come è possibile che non ci sia dentro di lui ancora un po’ di bene? È mai possibile che durante la vita non abbia

Ebreo”, rispose il Rebbe, spiegando che le 600.000 le lettere nella Torà sono parallele alle 600.000 anime ebraiche (vedi lezione # 273). “Macchiare un altro ebreo rovina il proprio amore per la Torà.” “E le persone completamente malvagie?” chiese l'uomo. “Come puoi dire di un ebreo che è *completamente *malvagio?” il Rebbe lo rimproverò. “Devi giudicarlo favorevolmente!” Il Rebbe ha poi menzionato questa lezione (*TZadik # 160; Magid Sichot*)

5 **si può cosi portarlo a pentirsi. **Rabbi Nathan spiega che la vitalità della vita e l'essenza della rettifica derivano principalmente dall'unione di tutti gli elementi multiformi nella Creazione nell'Unità di D-o. Questo è il significato più profondo della direttiva della Torà: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Levitico 19:18), su questo verso il Talmud si riferisce ad amare un ebreo che compie le *mitzvot *come voi stessi (*Pesachim* 113b). Nel nostro contesto, ciò implica trovare un minimo di buono in ogni compagno ebreo per amarlo come si ama se stessi. L'unicità dell’amore, l’unità e la pace che si produce trovando il bene in un altro ebreo ha il potere di eliminare tutti i divisori che ci separano li uni dagli altri e dall'Unità di D-o. E attraverso questa unità/amore, dice Rabbi Nachman, un ebreo letteralmente eleva il suo vicino sulla scala del merito e lo porta a pentirsi (*Torat Natan* # 2)

Dopo che Rabbi Nachman morì, Rabbi Nathan insegnava le lezioni del Rebbe ai suoi compagni chassidim. Una volta, mentre Rabbi Nathan stava dando questa lezione, Reb Nachman Tulchiner si sedette accanto a lui, ripetendo parola per parola quello che stava dicendo il suo insegnante. Rabbi Nathan si rivolse al suo discepolo più vicino e gli chiese, “Reb Nachman, pensi che sia così facile [giudicare gli altri favorevolmente]? Ricorda ciò che Rabbi Nachman ha insegnato, quello di giudicare gli altri favorevolmente, facendo così puoi elevarli dalla scala della colpa alla scala del merito e portarli a pentirsi. Se fosse cosi semplice metterlo in atto, avremmo potuto portare il mondo intero pentirsi!” (*Parperaot LeChochmak, Kochvey Or*, p.75, # 19).

6 **Ancora un po’ **La Scrittura avverte di non essere gelosi dei malvagi. “Ancora un po’ e l'uomo malvagio non esisterà più”, perché sarà tagliato via e scomparirà. Rabbi Nachman ora aggiunge una dimensione più profonda a questo verso.

7 **Ancora un po’… non è malvagio. **Ovvero, dobbiamo cercare un po’ di bene, un pensiero positivo o una buona

intenzione sepolta nelle sue azioni malvagie. Quindi, “Ancora un po’” *di bene*, viene ad intendere: trovando anche una sola briciola di bene in lui e giudicandolo favorevolmente, il malvagio “non è malvagio” non è più completamente malvagio. Con solo un po’ *di bene *lo abbiamo elevato dal male al bene, dal senso di colpa al merito.

mai fatto una qualsiasi mitzvah o una buona azione?8 Ritrovando in lui ancora un po’ di bene, nel quale non è malvagio, e il tuo giudicarlo favorevolmente, viene innalzato veramente da un livello di colpa ad un livello di merito, fino a quando, come risultato di ciò, ritornerà [a D-o] nel pentimento.9

Quindi, questo è “Ancora un po’ e l'uomo malvagio non esisterà più”. Trovando nel malvagio “Ancora un po’” di bene, come risultato: **Rifletterai sul suo posto e non sarà lì **- Cioè, quando contempli e consideri il suo posto e il suo livello, non sarà più lì nel suo posto originale. Perché trovando in lui ancora un po’ di bene, qualche punto positivo e giudicandolo favorevolmente, lo spostiamo veramente dalla scala della colpa alla scala del merito. Questa è la spiegazione di “Rifletterai sul suo posto e non sarà lì” come spiegato sopra.10 Capiscilo bene.11

8 **Non abbia mai fatto una qualsiasi mitzvah o una buona azione**. Anche se non riusciamo a pensare a nessun buon motivo per il quale sia stata fatta una cattiva azione da una persona malvagia, possiamo essere certi che non è completamente malvagio, e quindi giudicarlo favorevolmente, perché è impossibile che nella sua vita sua non abbia mai fatto una mitzvah o una buona azione. Questo è come insegna il Talmud: anche gli ebrei peccatori sono pieni di mitzvot, come un melograno. [che è pieno di semi] (*Chaghigah* 27a).

9 **Ritorna a D-o nel pentimento**. Trovando qualcosa di positivo riguardo una persona malvagia, iniziamo il processo d’amore e ci uniamo a lui. Questo lo eleva alla scala del merito e lo motiva a pentirsi.

10 **Lo spostiamo veramente ... e non sarà lì **... Il versetto si traduce così nel nostro testo come segue: **ancora**

**un po’**- trovando un po' di bene nella persona malvagia con cui riusciamo a giudicarlo favorevolmente, il malvagio **non sarà lì **- non è più considerato completamente malvagio e, avendo trovato in lui anche solo un po’ di merito, **rifletterai sul suo posto e non sarà lì **- si sarà spostato dalla scala della colpa alla scala del merito.

11 **Capiscilo bene. **Altrove, Rabbi Nachman insegna: Colui che parla bene dei malvagi è anche chiamato malvagio (*Sefer Hamidot*, *Harchakat Reshaim *A: 6). Se è così, come possiamo giudicare favorevolmente i

malvagi? Tuttavia, come abbiamo appena visto, trovando il bene in una persona cattiva, la eleviamo veramente alla scala del merito. Di conseguenza, “l'uomo malvagio non sarà più lì” il credito che gli attribuiamo, non è considerato come il trovare il bene in qualcuno che è malvagio (*Biur HaLikutm* # 2). Inoltre, dobbiamo mantenere la distinzione chiara: trovare un minimo di buono in una persona malvagia non dovrebbe essere confuso con lo spiegare le sue cattive azioni definendole buone. Mentre il primo metodo, cercare un po’ di bene, ci consente di elevare il malvagio alla scala del merito, il secondo ha un effetto corruttore anche su coloro che altrimenti sarebbero onesti e pii (*Rabbi Zvi Cheshin*).

Reb Meir di Teplik era in visita da Rabbi Nathan che gli ha chiesto di un certo individuo che vive a Teplik. “Oh lui” rispose Reb Meir, come per dire che di quel uomo non aveva molto da parlare. “Se guardi le cose in modo negativo”, ha detto Rav Nathan, “Troverai difetti in ogni persona nel mondo, pensa alle persone che vivono a Teplik. Inizia con la persona che vive all'estremità della città. Se la guardi attentamente, riuscirai certamente a trovare alcuni errori in lui. Ora vai di casa in casa fino a quando non arrivi a casa tua. Sei il solo buon ebreo in tutta la città?” “Io? Anch'io non sono molto retto!” Rispose velocemente Reb Meir. “Se non lo sei tu un buon ebreo allora chi lo è?” chiese Rav Nathan. “Ma se guardi gli altri positivamente” continuò, “Potresti trovare del bene anche nella persona più malvagia, di conseguenza lo troverai anche in coloro che non sono così malvagi, incluso te stesso.” (*Parperaot LaChochmah, ftochvey Or*, p.75, n. 18)

1 Allo stesso modo, una persona deve trovare [un po' di bene] dentro di sé.12 È risaputo anche che una persona deve stare attenta ad essere sempre felice e di tenere molto molto lontano la depressione e la tristezza. (come è stato spiegato nei nostri la lavori numerose volte)13

Anche se quando inizia ad esaminarsi, e vede che non possiede nulla di buono ed è pieno di peccati, e di conseguenza il Male vuole spingerlo nella depressione e nella tristezza14, D-o ci aiuti, anche se fosse così, è vietato cadere per questo motivo, piuttosto, si deve cercare finché non si trova in sé un po’ di bene.15 Perché com'è possibile che durante tutta la vita non abbia mai fatto una volta una mitzvah o una buona azione?16 E anche se quando inizia ad esaminare questa buona azione, e vede che anche questo bene è pieno di difetti e non contiene alcuna purezza -

Conclusione: una persona deve giudicare tutte le altre persone positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia.

12 **Allo stesso modo ... un po' di bene dentro di sé. **Questo vuol dire che proprio come una persona deve trovare i punti positivi nelle altre persone, e giudicarle favorevolmente, nello stesso modo deve guardare dentro di sé per trovare i propri punti positivi e giudicarsi favorevolmente.

13 **Come è stato spiegato nei nostri la lavori numerose volte. **Una delle affermazioni più spesso citate di Rabbi Nachman dice: “È una grande mitzvah essere felice- sempre”. “Queste sono le parole di apertura alla lezione del Rebbe sull'allontanamento dalla depressione, in cui ci insegna che tutte le malattie derivano dalla malinconia e dalla depressione (vedi *Likutey Moharan *II, 24). Il Rebbe discute l'importanza della gioia in numerose lezioni (vedi *Likutey Moharan *I, 5, 13, 22-24, 32, 169; ibid. II, 2 5, 23-24). Anche nelle sue conversazioni egli riflette continuamente sull'importanza di essere felici (come in *La saggezza di Rabbi Nachaman - Sichot Haran *# 20, # 41-45, # 65, # 131, # 231, # 299; *TZadik *# 81, # 112, # 139 # 195, # 222, # 593), e l'argomento “Felicità” ha il suo capitolo in entrambi i libri, i Consigli (Likutey Ezzot) e nel *sefer Hamidot *in inglese *The Aleph-Bet Book*. In breve, Rabbi Nachman insegna che la ragione per cui le persone sono distanti da D-o è che non riescono a pensare chiaramente, e la ragione per cui non riescono a pensare chiaramente è che sono depressi e carenti di gioia (Likutey Moharan II,

10). Pertanto, è di fondamentale importanza essere gioiosi in ogni momento. Lo si può realizzare, concentrandosi sempre sui propri punti buoni, per sentirsi positivi.

14 **di conseguenza…vuole spingerlo nella depressione e nella tristezza. **Le persone che cercano di avvicinarsi a D-o e di servirLo nel migliore dei modi, tendono a giudicarsi rigorosamente, persino in questioni mondane. Si dicono: “Dopo tutto, ho peccato così spesso, come posso aspettarmi di ritornare a D-o?” oppure, “Che cosa ho fatto per meritare la compassione e il perdono di D-o?” Questo modo severo di auto controllarsi, conduce facilmente alla depressione.

15 **Si deve cercare... un po’ di bene. **Anche se è malvagio, perfino completamente malvagio, dovrebbe comunque giudicarsi favorevolmente. Deve aver fatto sicuramente un po’ di bene almeno una volta nella sua vita.

16 **non abbia mai fatto una volta.... **Perché anche gli ebrei peccatori hanno punti positivi e hanno eseguito sicuramente numerose mitzvot. Il *Magid Sichot *porta alcuni esempi di ciò che un ebreo può dire in suo merito: “Ho digiunato a Yom Kippur!” oppure, “Non sono forse circonciso?”, “Non ho mica studiato un po’ di Torà nella mia vita?”

cioè, vede che la mitzvah o la buona azione che ha meritato di fare è composta da intenzioni impure, pensieri esterni alla santità e con numerosi difetti17 - tuttavia, come è possibile che questa mitzvah o buona azione non contenga nemmeno un po’ di bene? Ad ogni modo, in qualsiasi caso, deve esserci stata sicuramente qualche briciola di bene nella mitzvah o nella buona azione che ha fatto.18

Quindi, una persona deve cercare e anche pregare di trovare in

sé un po’ di bene, per rianimarsi e raggiungere la gioia, come spiegato sopra. Cercando finché non trova un po’ di bene in sé, ci si sposta veramente dalla scala della colpa alla scala del merito e si può ritornare [a D-o] nel pentimento.19 Questo, è quello che è indicato nel verso “Ancora un po’ e l'uomo malvagio non esisterà più; rifletterai sul suo posto e non sarà lì”, come spiegato sopra.

Cioè, proprio come è stato spiegato sopra, che dobbiamo giudicare gli altri favorevolmente, anche i malvagi, e trovare in loro anche uno solo po’ di buono, e così facendo li spostiamo dalla scala della colpa verso la scala del merito, come indicato: “ancora un po’ ... rifletterai...” - Lo stesso vale per sé stessi: una persona deve giudicarsi favorevolmente e trovare in sé ancora un po’ di buono, in modo da darsi la forza di evitare di cadere

17 **La mitzvah ... composta da intenzioni impure.... **Così anche se si trova qualcosa di buono in sé, un attento controllo ci mostra che è un bene carente: ha fatto una mitzvah per ottenere un riconoscimento, per atteggiarsi da religioso o per qualche altro vantaggio personale; oppure, ha compiuto la buona azione perché era imbarazzato a non farla. E poiché la mitzvah/atto di bene, non sono stati eseguiti correttamente al cento per cento, lo consideriamo difettoso, ci si chiede, “Come posso essere felice se la mia mitzvah è difettosa?” e da questo tipo di domande si cade in depressione: questi pensieri, dice Rabbi Nachman, sono opera del Male. (*Yetzer Harah*).

18**Ad ogni modo…deve esserci stata sicuramente qualche briciola di bene.... **Può anche essere vero che ha avuto secondi fini nell'eseguire la mitzvah o la buona azione, eppure il fatto stesso che lo ha fatto, dimostra che possiede almeno un po’ di bene.

19 **Può ritornare a D-o nel pentimento... **Rabbi Nachman sottolinea qui l'importanza di trovare il bene in sé

stessi. Una persona che si concentra sui suoi punti positivi troverà un valido motivo per essere felice. Nonostante i diversi motivi che ha per essere depresso – anche se tutte le ragioni fossero vere, “anche solo *un po’ *di luce spinge via molta oscurità” (*Tzeidah LaDerech* # 12). Persino il suo unico piccolo motivo per essere felice, dissiperà l'oscurità e la depressione e lo solleverà tremendamente (*Torat Natan* # 6).

completamente, che D-o ci aiuti. Al contrario, facendo così può rianimarsi e porterà gioia alla sua anima con questo *po’ *di bene che trova in sé – con il fatto che almeno una volta nella vita ha meritato sicuramente di fare una mitzvah o una buona azione.20 Allo stesso modo, deve continuare a cercare finché non trova in sé un altro punto positivo. E sebbene anche questo punto positivo è mescolato con molta impurità, tuttavia, deve estrarre un po’ di bene anche da lì. Proprio così, si deve continuare a cercare e a estrarre ulteriori punti positivi.21

Attraverso questo modo di fare vengono composte le melodie, i *Nigunim*. Come spiegato anche altrove; il suonare uno strumento musicale è come raccogliere la buona *ruach *dalla *ruach *dell’oscurità, della depressione; vedi lì.22 {Il principio è che la musica della *Kedushà *(santità) è estremamente elevata, come è noto.23 In sostanza, la musica è fatta attraverso la separazione del bene dal male; quindi selezionando e raccogliendo i punti

20 **può rianimarsi... **Uno dei seguaci di Rabbi Nachman si lamentò con lui di come si sentisse lontano da D-

o. Questa persona voleva veramente servire D-o, ma ogni volta che iniziava, il suo impulso malvagio aveva la meglio su di lui e tornava sempre alle sue cattive abitudini. Il Rebbe gli disse, “Non ho nulla da dire [che può aiutarti], perché sei completamente malvagio!” L’uomo fu sorpreso. “Ma provo comunque ancora ad avvicinarmi alla Torà!” ha obiettato. “Sì”, Rispose il Rebbe, “ma è così minuta la prova.” Di nuovo l'uomo obiettò, e di nuovo il Rebbe lo respinse. Questo si ripeté un certo numero di volte, ed ogni volta l'uomo trovava un po’ di più di bene in sé stesso. In questo modo Rabbi Nachman ha insegnato al suo seguace a rianimarsi con i suoi punti positivi (*Likutey Halakhot, Reishit HaGez *4: 6, *Torat Natan *# 1; *Magid Sichot*). Rabbi Nathan scrive: Giudicandosi favorevolmente e trovando il bene dentro di sé, una persona raggiunge l'aspetto della mucca rossa, che trasforma l'impuro in puro e il puro in impuro (vedere *Bamidbar Rabbah *19: 1). Se qualcuno si vanta delle sue realizzazioni spirituali della sua purezza o saggezza, inevitabilmente inciampa e soccombe all'impurità. Questo è il motivo per cui i saggi insegnano: “Anche se tutto il mondo ti loda e ti chiamano *giusto*, considerati malvagio (*Niddah* 30b) - ma mai, aggiunge Rav Nathan, completamente malvagio! Al contrario, quando una persona si sente completamente malvagia e impura, deve purificarsi trovando in sé i suoi punti positivi. Questo la trasformerà dall’impuro in puro e la porterà ad un autentico pentimento.” (*Torat Natan* # 3)

21 **cercare e a estrarre ulteriori punti…**Rabbi Nathan cita il Salmo che dice: “D-o è buono” (Salmi 145: 9).

Quindi il bene, è ogni punto positivo che una persona trova in sé e negli altri, in qualche modo una “Parte di D-o”. Questa bontà, o spiritualità, rimane con la persona tutta la sua vita e non lo lascerà mai. Quindi ogni minimo di bene col quale una persona si rivaluta, è “D-o”! (*Torat Nathan* #7)

22 **vedi lì… **Fa riferimento a Likutey Moharan 1, 54: 7. Rabbi Nathan ha compilato il resto di questo paragrafo

come una sinossi di quanto insegnato là da Rabbi Nachman.

23 **estremamente elevata, come è noto. **La musica è la fonte della *ruach *(essenza) della profezia. Come è riportato in Re 2; 3: 15: “Ora portami un musicista... e quando gli strumenti vennero suonati, un’essenza di D-o scese su di lui.” Altrove Rabbi Nachman insegna che la musica corrisponde a *nezach *e *hod*, che nelle *sefirot *sono le fonti della profezia e corrispondono ai cherubini che si trovavano sopra l’Arca dell’Alleanza. (*Likutey Moharan *1,3:1 e 3).

positivi dal male, vengono create melodie e canzoni. Studialo lì bene.24}

Perciò, non lasciandosi abbattere, ma rinnovandosi cercando e cercando fino a quando non si trovano in sé dei punti positivi, raccogliendoli e separandoli dal male e dall'impurità che si ha dentro - attraverso questo, vengono composte le melodie, come spiegato sopra. Si è così in grado di pregare, cantare e lodare D-o. 25

Perché è noto che quando una persona diventa depressa per la

sua grossolana fisicità e per le sue cattive azioni, e vede quanto è lontano dalla santità, generalmente in automatico diventa del tutto incapace di pregare.26 Non riesce nemmeno ad aprire la

24 **Studialo lì bene. **Rabbi Nachman insegna: Quando una persona suona uno strumento, raccoglie e raduna con le sue mani una *ruach *buona, la *ruach *della profezia (musica), dall’interno della *ruach *della depressione. Deve quindi essere esperto a suonare, conoscere come raccogliere e radunare e trovare una ad una le componenti della *ruach *in modo da costruire la melodia... Deve quindi alzare ed abassare le sue mani sullo strumento che sta suonando in modo da indirizzare l’accumulo di gioia alla perfezione (*Likutey Moharan I*, 54: 7). In altre parole, un bravo musicista suonerà una melodia con tonalità e ritmi muovendo con abilità le sue mani sullo strumento, premendo con diversa intensità sulle varie corde e tasti. Con questi movimenti delle mani estrae la *ruach *buona (note o suoni) dalla *ruach *cattiva, e costruisce la melodia – e la derivante gioia – alla perfezione (ibid. N. 187). Nel nostro contesto, setacciare i punti buoni e cattivi di una persona, è analogo a setacciare la *ruach*, separando l’essenza buona da quella cattiva, per creare la musica. Selezionando e raccogliendo il bene che c’è in sé, una persona crea musica – cioè, raggiunge la gioia e la felicità, e il risultato finale di questa buona sensazione che ha di sé, è di tornare con pentimento a D-o.

Il *Biur HaLikutim *(#5) aggiunge che ciò che fa tornare una persona a pentirsi è l’atto di setacciare i vari punti e selezionare i buoni da quelli cattivi. Senza la *ruach *della depressione che viene dai peccati di una persona, non sarebbe possibile creare musica; solo la *ruach *buona non basterebbe. A meno che non setacci e selezioni i toni buoni dai toni cattivi – cioè i suoi punti buoni dai suoi punti cattivi – una persona non riuscirebbe a creare la musica che è l’essenza della profezia quindi della gioia. Ad ogni modo, ripudiando l’essenza della depressione ed il male che ha creato attraverso i suoi peccati, i suoi meriti trasformerebbero le sue cattive azioni in buone – cioè, passa dalla colpevolezza al merito (Yomà 86b) – e attraverso la musica/essenza di gioia e felicità che questo crea, ha la possibilità di pentirsi.

25 **non lasciandosi abbattere… **La ricerca costante di punti positivi e il controllarsi dal non cadere in depressione richiede una grande forza interna. Questo è come insegna Rabbi Nachman anche altrove, “La vera felicità è una delle cose più difficili da raggiungere” (*La saggezza di Rabbi Nachman – Sichot Haran* #20). Quindi una persona deve cercare e ricercare e raccogliere qualsiasi punto di bene che riesce a trovare, e tramite ciò venire a cantare a D- o con uno spirito di gioia e di felicità rinnovato. Rabbi Nathan spiega che uno dei modi più efficaci per trovare i punti buoni è rievocare tutti i *chasdey H-shem *(gli atti di bontà di D-o) che ha ricevuto nella propria vita (*Likutey Halachot, Kila’ey behemah* 4: 6). Rievocare questi episodi porta a ricordi gioiosi e a sensazioni felici, che a loro volta consentono ad una persona di cercare altri bei momenti e ulteriori punti buoni, e di esprimere la sua gioia con una canzone a D-o. Rabbi Nathan aggiunge che lo Shabbat e le festività sono tempi particolarmente propizi per cantare a D-o, per prendere l’essenza della felicità e trasformarla in una melodia in modo da avvicinarsi di più a D-o (*Torat Natan* #5).

26 **incapace di pregare. **O di eseguire qualsiasi altra devozione nel servizio divino (*Biur HaLikutim *#6). Avendo

parlato di canzoni e di recitare elogi a D-o, Rabbi Nachman introduce qui il loro aspetto parallelo: la preghiera.

bocca, a causa della grande depressione, della tristezza e a causa della pesantezza che lo opprime quando si rende conto di quanto sia distante da D-o.

Tuttavia, se ci si rianima tramite il suggerimento menzionato sopra –

Vale a dire, sebbene sappia dentro di sé, di aver commesso cattive azioni, numerosi peccati, e di essere estremamente distante da D-o, tuttavia deve cercare, pregare di trovare e trovare in sé; un po’ di punti positivi, come spiegato sopra, facendo così si riacquista vitalità e gioia; Perché è sicuramente giusto che una persona provi sempre più gioia su ogni punto positivo derivante dalla santità dell’ebraismo, che comunque riesce ancora a trovare in sé.

- In fine, quando ci si rianima, e ci si porta alla gioia attraverso

questo consiglio, come spiegato sopra, si ritorna ad essere quindi in grado di pregare, cantare e di lodare D-o.27

Questo è l’aspetto di “Canterò al mio D-o *be'odii *(con il po’ che ho lasciato)” (Salmi 146.2).28 Letteralmente, be’ODii-per mezzo del *mio OD (ancora un po’) *che trovo in me, che è l’aspetto di

Altrove insegna che il metodo principale con il quale possiamo aggrapparci a D-o è tramite la preghiera (*Likutey Moharan *II, 84). Ad ogni modo, una persona che è depressa non può mettere il suo cuore e la sua anima in nessuna cosa che fa, tanto meno nella preghiera. Questo avviene in particolare quando sente di aver provato a servire D-o ma ha fallito.

27 **quando ci si rianima... **Trovare i punti positivi, consente di vedere gli elementi positivi nella vita, e ciò riempie di vitalità e di gioia per le buone cose che in effetti si ha. Questo, a sua volta, dà un motivo e la forza per cantare le lodi a D-o per tutto il bene che si ha avuto in passato e che si ha riscoperto, e da il coraggio di implorare D-o che ci garantisca del bene anche in futuro.

Il *Biur HaLikutim *aggiunge: I nostri Maestri insegnano che le preghiere delle persone piacciono a D-o solo quando comprendono anche le preghiere dei peccatori d’Israele. Lo evincono dall’offerta dell’incenso, che presenta fra le sue undici fragranze il sudicio odore del galbano (*Kritut* 6b). Nel nostro contesto, questo si riferisce al setacciare e selezionare i buoni punti dai cattivi. In altre parole, le preghiere sono integre e piacciono a D-o solo quando includono buoni che sono stati attratti dai punti cattivi, i peccatori di Israele/il galbano (*Biur HaLikutim *#5). Inoltre, le altre dieci fragranze, oltre al galbano, corrispondono alle Dieci Tipologie di Canto (vedi *Likutey Moharan* #205). Quando una persona setaccia e separa i punti buoni da quelli cattivi, il galbano, ottiene le Dieci Tipologie di Canto e può pregare e cantare davanti a D-o (*Biur HaLikutim *#8).

28 **Canterò a D-o be’odii. **Ossia: “Canterò a D-o finchè avrò vita” (Rashi, loc, cit.).

“*Ancora un po’*e l'uomo malvagio non esisterà più” *(Od=po’) *come spiegato sopra. Per mezzo di questo punto sono in grado di cantare e di lodare D-o, come spiegato sopra.29

Questo è “Canterò” (Azamra’). Nello specifico “canterò” - Le canzoni e le melodie che sono composte raccogliendo i punti buoni, come spiegato sopra.30

{[Rabbi Nachman], di benedetta memoria, ci raccomandò di vivere con questo insegnamento,31 perché è un fondamento importantissimo per chiunque desideri avvicinarsi a D-o e non perdere completamente la sua ricompensa eterna, D-o non voglia. Nella maggior parte dei casi in cui le persone sono lontane da D-o, si può trovare il motivo principale nella tristezza e nella depressione. Le persone che cadono così in depressione, lo devono al fatto che pensano ai grandi danni che hanno causato attraverso le loro azioni, ogni persona secondo quello che in cuor suo conosce, secondo l'afflizione e l’angoscia che porta dentro. A causa di ciò ci si deprime, e molte di queste persone si disperano completamente. Di conseguenza pregano senza nessuna concentrazione, e non fanno nemmeno quello di cui sono ancora capaci.

29 **Letteralmente b’odii... **Rabbi Nachman punta alla connessione tra “*v’OD meat *(ancora un po’) e l’uomo malvagio non esisterà più” e cantare a D-o “b’Odee (con quel poco che mi è rimasto).” Cosa consente ad una persona di cantare a D-o? Il suo b’odee – quel poco di bene che trova in sé stesso, nel quale non è malvagio. Trovare questo punto buono gli permette di cantare.

30 **Canterò... **raccogliendo i punti positivi, come spiegato sopra. Questo è stato spiegato prima in questa stessa

lezione. Il verso quindi si traduce nel nostro testo come segue: Canterò a D-o – avrò la capacità di comporre melodie e di cantare a D-o in virtù di b’odee – cercando quel piccolo poco di bene nel quale non sono malvagio.

In breve: 1-Una persona deve giudicare gli altri positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia. 2-Una persona deve a ugualmente trovare i punti buoni che sono in sé, e deve giudicarsi positivamente. 3- Trovare i punti positivi, corrisponde a comporre melodie, attraverso le quali una persona arriva alla gioia e a cantare a D-o.

31 **Rabbi Nachman, di benedetta memoria. **Il resto di questa lezione è stato aggiunto da Rabbi Nathan. Questa è l’unica lezione in Likutey Moharan della quale Rabbi Nachman si è sforzato di incoraggiare i suoi seguaci di vivere secondo (letteralmente “andare con”) ciò che ha insegnato. Lo ha fatto per enfatizzare quanto sia importante trovare sempre del bene negli altri e in sé stessi, e che scacciare la depressione e raggiungere la gioia sono essenziali per servire D-o.

Quindi, una persona deve essere molto scaltra in questa materia. Perché sebbene tutte le sue depressioni siano dovute dalle cattive azioni che ha fatto, nonostante ciò, bisogna sapere che veramente, il cadere in depressione essere triste o se la malinconia scende su di lui, non è altro che l'opera del maligno, il male, che lo scoraggia all’inizio, per poi abbatterlo completamente, D-o non voglia. Bisogna quindi essere molto decisi a vivere con questo insegnamento, cercare e cercare in ogni momento ancora un po’ di bene dentro di sé, e qualche punto positivo etc. come spiegato sopra. Attraverso questo ci si rianima e ci si porta gioia, si continuerà a sperare nella salvezza e ad affidarsi a D-o. Potrà poi pregare, cantare e lodare D-o, come spiegato sopra con il verso: “Canterò al mio D-o *be'odii *(con il po’ di buono che mi è rimasto)” Grazie a questo si meriterà di tornare veramente a D-o come spiegato sopra.32}

1 Sappi anche,33 che chi è capace di comporre queste melodie - cioè, raccogliendo i punti positivi che si trovano in ogni ebreo,

32 **si meriterà di tornare veramente a D-o... **Una volta il fuoco dilagò in una parte di Breslev, Rabbi Nathan e alcuni suoi discepoli andarono a vedere cosa fosse successo e riconobbero uno dei proprietari di casa sconvolto.

Sebbene stesse piangendo amaramente, cercava tra le rovine della sua casa distrutta con la speranza di trovare qualche pezzo di legno o di metallo che avrebbe potuto utilizzare per ricostruirsi una casa. Rabbi Nathan osservò: “Vedete cosa sta facendo quest’uomo? Nonostante la sua casa sia stata distrutta, non ha perso la speranza. Guardate come passa al setaccio tutte le rovine cercando di trovare anche una sola cosa utile per la sua salvezza. Lo stesso vale per quando una persona va a servire D-o. Il malvagio lotta contro di noi, prova a “bruciare” tutto quello che abbiamo raggiunto in santità. Nonostante questo, non dobbiamo mai disperarci! Dobbiamo trovare qualche punto positivo e tirarlo fuori dai nostri peccati. Questo è il modo per ricostruire le nostre realizzazioni e tornare a D-o” (*Parparaot LeChokhmah; ftochavey Or, *p 78 #29). Rabbi Nathan aggiunge che è impossibile mettere per iscritto tutto quel che riguarda la ricerca e il ritrovamento dei punti buoni. Ogni persona capirà come lei stessa debba farlo basandosi sulle proprie esperienze personali. Coloro che vivono questa lezione, “Azamra” (Canterò) sapranno sempre trarre incoraggiamento e raggiungere la felicità in qualsiasi situazione (*Torat Nathan* #4).

33 **Sappi anche. **Rabbi Nachman, che ha insegnato il resto di questa lezione mentre era sulla strada per Lemberg,

disse che essa allude alle ragioni del suo viaggio (vedi sopra). In *Parparaot LeChokhma* viene spiegato che Lemberg era il principale centro del movimento illuminista. Viaggiando là, l’intenzione del Rebbe era quella di contrastare a livello spirituale l’espandersi dell’ateismo e dell’allontanarsi dall’ebraismo e dalla Torà che l’illuminismo stava cercando di promuovere. Generalmente, una persona diminuisce i propri sforzi nel servire D-o a causa della frustrazione e degli ostacoli che ha incontrato in precedenza, questi sono l’effetto dei suoi peccati e del suo modo di comportarsi sbagliato. Se non è capace di trovare i propri punti positivi e farsi coraggio grazie ad essi, inizia a disperarsi per non aver mai raggiunto i suoi obiettivi spirituali. Sensazioni di non appropriatezza vengono seguiti da depressione, che conduce ulteriormente fuori strada, finché si arriva ad abbandonare completamente gli sforzi per D-o. Poi, è solo una questione di tempo prima che diventi schiavo dei suoi desideri e abbandoni completamente la

anche nei più delinquenti, come spiegato sopra34 - può guidare le preghiere della congregazione.35 Chi guida le preghiere comuni, è chiamato “l’inviato del popolo” (*Shaliach Zibur*); Deve essere inviato da tutte le persone - cioè, deve raccogliere ogni buon punto che si può trovare in ciascuno della congregazione. Tutti questi punti si fondono in lui, cosicché quando si alza per pregare, lo fa con tutto questo bene. Questo è il significato “dell’inviato del popolo”36, *Shaliach Zibur*, che deve avere questo aspetto elevato, e grazie a quanto detto sopra, tutti i punti vengono attratti a lui e si fondono in lui.37

strada dell’ebraismo, che D-o ci salvi. Questo è il motivo per cui gli Zadikim giudicano gli altri sempre positivamente, cercando di riempire qualsiasi ebreo – perfino i peccatori – di incoraggiamenti. Come ha spiegato Rabbi Nachman nelle sezioni precedenti della lezione, cercare e trovare negli altri anche una briciola di bene, e giudicarli positivamente, li fa salire nella scala dei meriti – facendo vedere loro che nonostante i loro tanti peccati, hanno dei punti di bene che li connettono a D-o (*Parparaot LeChokhma*).

34 **comporre queste melodie…come spiegato sopra. **Vedi la sezione 2 nota 24. Come spiegato sopra; esattamente come la musica è composta estraendo buone note dalle cattive, allo stesso modo, le belle canzoni e le melodie sono fatte setacciando e selezionando i punti di bene nelle azioni delle persone. Finora, Rabbi Nachman ha mostrato che un individuo che trova del bene in sé, ha la potenzialità di farsi rivivere e di pregare e cantare a D-o. Qua, il Rebbe insegna che quando lo Zadik giudica gli altri positivamente e trova e raccoglie tutti i loro punti positivi, modella questo bene in melodie e in un santo santuario per D-o (vedi sezione 4).

35 **può condurre le preghiere della congregazione. **Una delle ragioni per cui i nostri Maestri hanno stabilito le preghiere pubbliche era per consentire alle persone che non sapevano leggere di uscire d’obbligo sentendo la preghiera dell’officiante pubblico. I nostri Maestri insegnano che l’officiante (*shaliach zibur*, letteralmente “messaggero del pubblico”) deve essere una persona “che possa fare uscire la comunità d’obbligo” (cf. *Rosh Hashanà *33b, le regole sullo *shaliach zibur *sono discusse nello *Shulchan Aruch, Orach Chaim *53).

Prima, Rabbi Nachman parlò di una persona che non riusciva a trovare del bene in sé e quindi incapace di pregare (sezione 2 nota 26). Al contrario, una persona che trova questo bene può comporre delle melodie e canzoni e pregare a D-o. Elogia e prega D-o attraverso la preghiera personale – recitando Salmi, facendo hitbodedut (la preghiera privata fatta isolati; vedi la lezione #259). Qua, il Rebbe introduce la preghiera che è fatta dallo Zadik trovando i punti buoni in intere comunità, giudicandoli positivamente. Questa preghiera e canzone del bene accumulato corrisponde alla preghiera pubblica, che è molto più potente della preghiera personale ed è sempre accettata davanti a D-o (vedi *Rosh HaShana *17b). Quindi, lo shaliach zibur di cui il Rebbe parla è il leader della preghiera “che può fare uscire d’obbligo la comunità” – cioè lo Zadik che giudica ognuno a favore e raduna insieme tutti i punti buoni della comunità. Così facendo, lo Zadik eleva ognuno dalla scala della colpevolezza a quella dei meriti, ed “esenta” la comunità dai loro obblighi e peccati davanti a D-o portandoli a pentirsi (cf. *Biur Halikutim *#3).

36 **Inviato del popolo**. Questo raduna tutto il bene dell’intera comunità, in modo da essere veramente il

messaggero di *tutta *la gente. Questo è quanto ci ha fatto vedere Moshe, quando si fermò a pregare per il perdono degli ebrei dopo che avevano peccato con il vitello d’oro. Lui era un valido rappresentante di tutta la gente, capace di elevarli nella scala del merito.

37 **questo aspetto elevato... **Questo fa riferimento all’aspetto di essere sempre capaci di trovare del bene, in

quanto il bene stesso cercherà di unirsi con lui. Questo emerge anche da quanto insegnato da Rabbi Nachman da un’altra parte (Likutey Moharan I, 17:6), la natura del bene è di essere attratto e di ricercare quelli simili a lui - cioè da altro bene. Dal momento che lo Zadik raccoglie continuamente i punti buoni in ogni persona, lui stesso ha in sé un sacco di bene, e quindi i punti di bene sono attratti da lui e si fondono con lui.

E chi può comporre le melodie di cui sopra, cioè, chi è in grado di giudicare tutte le persone favorevolmente anche la marmaglia e i malvagi, perché cerca insistentemente e fa di tutto per trovare i punti positivi in tutti loro, attraverso i quali vengono poi composte le melodie, come spiegato sopra - questo Zadik, dal momento che è a questo livello, è capace di essere il cantore e “l’inviato del popolo”. Può guidare le preghiere, perché ha in sé questo aspetto, che è un requisito necessario per essere veramente un inviato adatto al popolo. Per questo deve appunto possedere l’aspetto per cui tutti i punti positivi sono attratti da lui e si fondono in lui, in modo che sia in grado di raccogliere tutti i punti buoni che si trovano in ogni ebreo, anche in un ebreo completamente peccatore, come spiegato sopra.38

1 Sappi che in ogni generazione c'è un pastore che è l'aspetto di Moshe, il “Pastore fedele”39. Questo pastore fa un santuario.40

38 **che sia in grado di raccogliere tutti i punti buoni… **Come spiegato, questo è lo Zadik che trova il bene in ognuno. È lui il leader della preghiera che può far diventare la preghiera molto più potente, come fece Moshe (vedi n.36), e di conseguenza evoca perdono per tutti i peccati. Il *Biur HaLikutim *aggiunge che ogni ebreo, nella misura in cui riesce a riconoscere i meriti degli altri oltre che i suoi punti positivi, è allo stesso modo riconoscibile come leader della preghiera. In base al suo livello spirituale, anche lui ha la possibilità di rendere la preghiera più potente per ottenere perdono (*Biur HaLikutim *#4).

Ricapitolando: ogni persona deve giudicare gli altri positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia (sezione 1). Allo stesso modo, una persona deve trovare dei punti buoni in sé e giudicarsi positivamente. Trovare i punti di bene è come comporre delle melodie, attraverso le quali una persona arriva alla gioia e a cantare a D-o (sezione 2). Chi riesce a trovare del bene negli altri è meritevole di essere il leader della preghiera, che è la persona che attrae tutto il bene (sezione 3).

39 **in ogni generazione... Moshe, “il pastore fedele”. **Lo Zohar (I, 67b) insegna che Moshe è chiamato pastore fedele perché era disposto a sacrificare sé stesso per il bene di ogni singolo membro del suo gregge. Nonostante le numerose volte in cui gli ebrei si ribellarono contro D-o e contestarono la leadership di Moshe, Moshe era inesorabilmente alla ricerca di punti positivi in tutti gli ebrei e cercava di ottenere il perdono per loro. Allo stesso modo, c’è un leader in ogni generazione che concettualmente corrisponde a Moshe, un pastore fedele che giudica tutti gli ebrei positivamente. I nostri Maestri infatti insegnano: Gedeone nella sua generazione era considerato come Moshe nella sua (*Rosh HaShana 25b*). Il Midrash racconta che Gedeone era stato nominato leader perchè trovava meriti perfino negli ebrei idolatri che vivevano nel suo tempo (*Tanchuma, Shofetim *4, vedi anche Rashi in Giudici 6:14).

40 **Questo pastore fa un santuario. **Questo fa riferimento a qualsiasi struttura costruita per venerare D-o e

provare ad avvicinarsi a Lui – come ad esempio il Tabernacolo, il Tempio, una casa di studio (bet hamidrash), una sinagoga (*Torat Natan *#9; vedi 5 avanti, che gli Zadikim di ogni generazione costruiscono questi santuari). Rabbi Nachman insegna che il Moshe, il pastore fedele di ogni generazione, che trova il bene in ognuno, è lo Zadik capace di costruire il santuario dove la Presenza Divina si manifesta.

E sappi, che i bambini che studiano Torà, ricevono il respiro immacolato della loro bocca da questo santuario.41 Per questo motivo, quando un bambino inizia a leggere ed entra nello studio della Torà, inizia con il libro di “*Vayikra *(e chiamò) Moshe" (Vayikra 1: 1)42, [la parola Vayikra è scritta] con una piccola *aleph *43- perché [il libro di] Vayikra parla del completamento dell'erezione del Santuario.44 Fu allora che D-o chiamò Moshe e cominciò a parlargli dal Santuario. Questo è il perché i bambini piccoli cominciano a studiare da lì, perché è da

Rabbi Nathan scrive: Di Moshe da neonato è scritto, “lei vide che lui era buono” (*Esodo* 2:2). Proprio questa innata bontà consentì a Moshe di trovare sempre il bene negli altri, anche negli idolatri che avevano venerato il vitello d’oro, e che lo avevano usato per elevarsi nella scala del merito. Per farsi perdonare per il loro peccato con il vitello d’oro, D-o istruì gli ebrei di costruire il Santuario. Ogni ebreo contribuì in qualche modo alla costruzione del Santuario – “oro, argento, rame, insieme a filati blu, viola scarlatta e del lino...” (vedi *Esodo* 35:22-24) – ognuno a seconda del punto di bene che Moshe riusciva ad illuminare in lui. I nostri Maestri insegnano che questo è il significato di “Io sono nera, ma avvenente” (*Cantico dei Cantici *1:5) – Io sono nero per aver fatto il vitello d’oro, ma sono avvenente per aver costruito il Santuario (*Shemot Rabbah *49:2). Ora, anche ogni ebreo deve dire: sono annerito dai miei peccati, ma ciononostante ho dei punti buoni con i quali posso costruire un santuario a D-o (*Torat Nathan *#10). Nel nostro contesto, questo Zadik che trova tutti i punti positivi, che come il leader della preghiera canta a D-o con tutti i punti di bene che trova negli altri – è anche il leader che modella questi punti di bene nel santo santuario costruito per D-o.

41 **il respiro immacolato della loro bocca da questo santuario. **Il Talmud insegna che il mondo esiste solo per il merito dello studio della Torà dei bambini in età scolastica, quei bambini così giovani il cui respiro non è ancora stato contaminato dal peccato (*Shabbat 119b e Maharsha. S.v. ein domeh*, vedi anche *Likutey Moharan I* 37:4, n. 40). Rabbi Nachman insegna qui’, che la loro purità deriva dal santuario costruito dal pastore fedele della generazione, così come il Tabernacolo eretto da Moshe era il serbatoio della santità e della purezza nel deserto.

42 **un bambino inizia a leggere…iniziano prima... con Vayikra... **I nostri Maestri insegnano che i bambini piccoli dovrebbero essere iniziati allo studio della Torà con le regole dei sacrifici che si trovano nel libro di Vaiykra (*Levitico*). La ragione che danno è che “I bambini sono puri ed anche i sacrifici sono puri. Facciamo in modo che i puri si occupino di purezza” (*Vayikra rabba *7:3).

43 **una piccola *****alef*****. **L’ultima lettera della parola vaiykrA (ויקרא) è scritta più piccola rispetto alle altre, è scritta con una alef *ze’ira *(una alef piccola). In aramaico, la parola *alef *significa “insegnare” e *ze’ira *vuol dire “piccolo”. Quindi, *alef ze’ira *– iniziamo ad insegnare la Torà ai nostri bambini piccoli da “Vayikra”, che è scritto con l’alef ze’ira. Il *Biur HaLikutim *osserva che quando D-o chiama Moshe dicendo “Vayikra”, la voce esce da i due cherubini, che hanno le facce di bambini piccoli. Quindi, la chiamata a Moshe era la voce della Torà, che è legata in modo intricato alla voce dei bambini piccoli che la studiano (*Biur HaLikutim *#9).

44 **il completamento dell’erezione del Santuario... **Il libro dell’Esodo chiude con Moshe che completa l’erezione del Santuario. Il libro del Levitico inizia con “Vayikra (e chiamò) Moshe, e D-o gli parlò...” Nel nostro contesto, questo mostra che vayikrA, insegnare ai giovani, inizia solo a seguito dello Zadik. Moshe costruisce il santuario da tutti i punti buoni degli ebrei (come visto nella nota 40). Solo dopo che un santuario del genere viene eretto, allora possiamo insegnare ai bambini circa i sacrifici. Questo è quanto Rabbi Nachman insegna: gli scolari ricevono il loro respiro puro e senza macchia dal santuario.

lì che ricevono il respiro delle loro bocche, come spiegato sopra, e da lì iniziano a leggere e ad entrare nello studio della Torà.45

1 Sappi, che tutti gli Zadikim di ogni generazione, senza eccezione, sono l’aspetto del pastore46. In ognuno di loro c’è un aspetto di Moshe47: e ognuno di loro, a suo modo, fa un aspetto del santuario, da cui i bambini ricevono il fiato della loro bocca, come spiegato sopra48. E ogni [Zadik], commisurato al suo aspetto – l’aspetto del santuario che fa- ha dei bambini che ricevono da lì.49 Così è, che ogni Zadik nella generazione, senza eccezione, ha un numero specifico di bambini che ricevono il respiro delle loro bocche da lui; ogni [Zadik] commisurato al suo aspetto, come spiegato sopra.50

Questo è l’aspetto di ciò che i nostri saggi, di benedetta memoria, dissero: I bambini piccoli vengono strappati via a causa del peccato della generazione51, come è detto (Canto dei

45 **entrare nello studio della Torà. **Ricapitolando: ogni persona deve giudicare gli altri positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia (1). Allo stesso modo, una persona deve trovare dei punti buoni in sé e giudicarsi positivamente. Trovare i punti di bene è come comporre delle melodie, attraverso le quali una persona arriva alla gioia e a cantare a D-o (2). Chi riesce a trovare del bene negli altri è meritevole di essere il leader della preghiera, che è la persona che attrae tutto il bene (3). Ogni generazione ha uno Zadik che corrisponde concettualmente a Moshe, che trova sempre del bene negli altri. Dal bene costruisce un santuario per D-o, come ha fatto Moshe (4).

46 **senza eccezione, sono l’aspetto del pastore. **Sebbene solo Moshe meritò di essere chiamato “pastore fedele” di tutti gli ebrei, concettualmente ogni Zadik è il pastore fedele del gregge che conduce.

47 **un aspetto di Moshe. **Il Talmud insegna che i Maestri si complimentano l’un l’altro dicendo: “Moshe, hai detto

bene”. Chiamandosi a vicenda Moshe, intendendo dire: “Tu sei per la tua generazione, quello che Moshe fu per la sua” (*Shabbat *101b e Rashi s.v. Moshe). Inoltre lo Zohar insegna che in tutti gli Zadikim di ogni generazione c’è un aspetto di Moshe (*Tikuney HaZohar* #69, p.112a).

48 **come spiegato sopra. **Vedi la sezione 4 e le note 41 e 44. Sebbene solo Moshe fu capace di erigere il Santuario nel deserto, ogni Zadik, proporzionalmente all’aspetto di Moshe che raggiunge, costruisce un santuario per fornire un fiato senza macchia per i giovani scolari.

49 **... dei bambini che ricevono da lì. **Perchè dopo che il santuario viene eretto, i bambini piccoli si impegnano nella purità, come spiegato nella nota 44.

50 **ogni Zadik…ha un numero specifico di bambini. **Questo è; in linea con il santuario che costruisce, lo Zadik attrae quei bambini per i quali fornisce purità.

51 **I bambini piccoli vengono strappati via.... **Il Talmud insegna che gli Zadikim sono ritenuti responsabili per

i peccati della generazione, per questo sono “strappati” dai vivi a causa di questi peccati (*Shabbat *33b, cf. Ibid., 55a). Nel nostro contesto, è responsabilità dello Zadik giudicare ognuno positivamente e quindi elevare perfino i peccatori nella scala del merito. Quindi, se fallisce nel farlo, e il malvagio non riesce a pentirsi, gli Zadikim stessi sono ritenuti responsabili per i peccati che non sono riusciti a trasformare in meriti. Cosa succede se non ci sono Zadikim? In

Cantici 1: 8), “e pascolano le tue giovani capre con le MiShKaNot (tende) del pastore”52- [i bambini piccoli] mitmaShKNin (sono presi come garanzia) per i pastori (*Shabbat *33b).53

Questa è la spiegazione di “Le tende del pastore.” Ricevono il respiro delle loro bocche dall'aspetto del *mishkanot *dei pastori- cioè, gli Zadikim della generazione, ognuno dei quali crea un *mishkan* (santuario), come spiegato sopra.54

quel caso il Talmud dice (citando il verso citato subito dopo nel testo), i bambini piccoli sono strappati via a causa di questi peccati.

52 **...con le tende del pastore. **Rashi (loc. Cit.) spiega questo verso come una parte di uno scambio figurativo tra gli ebrei e D-o riguardo alla sopravvivenza in esilio. “Come potrai mantenere noi, che siamo il Tuo gregge, dal morire nelle mani degli altri popoli?” chiedono. “Perché siamo abbandonati e destinati a girovagare come un gregge senza un pastore?” E D-o risponde “se non sapete... seguite le tracce dei greggi, e fate pascolare le vostre giovani capre alle tende del pastore” Se siete smarriti e non sapete come assicurarvi una sopravvivenza mentre vivete tra le altre nazioni, “seguite le tracce” dei vostri avi, meditate sulle gesta di quelli che hanno ricevuto la Torà e che osservarono le mizvot; e mandate i vostri bambini, “le vostre giovani capre”, a imparare la Torà nelle vostre sinagoghe e case di studio – “le tende del pastore”. Nel nostro contesto, gli avi sono gli Zadikim di ogni generazione; le loro tende sono i santuari che sono stati eretti da questi pastori fedeli.

53 **MiShKaNot ... mitMaShKNin per i pastori. **In questo verso del Cantico dei cantici, la Scrittura utilizza la parola *mishkanot*, che generalmente vuol dire “santuari”, per indicare la parola “tende”. Il Talmud (loc. Cit.) legge MiShKaNot ( משכנות) come mitMaShKNin (מתמשכנין), “sono presi a garanzia”. Questo è; se ci sono degli Zadikim nella generazione, sono strappati via a causa dei peccati della gente. Ma se non c’è un pastore fedele, allora i bambini piccoli sono strappati via – sono presi in garanzia, *mitmashknin*, al posto dei pastori/Zadikim.

54 **le tende del pastore... Zadikim della generazione.... **Rabbi Nachman aggiunge una spiegazione più profonda per “le *mishkanot *(tende) del pastore”, collegandola al *mishkan *(Santuario) costruito da ogni Zadik per fornire un fiato senza macchia ai giovani scolari. Se ci sono degli Zadikim per costruire i *mishkanot *(santuari) dai punti positivi degli ebrei, allora i peccati degli ebrei sono perdonati e i bambini piccoli possono “pascolare nelle *mishkanot *del pastore”. Ma se non ci sono Zadikim nella generazione, queste *mishkanot *non possono essere costruite, e i bambini piccoli, non avendo nessun posto dove tirare un respiro senza macchia, sono *mitmashknin *( dati a garanzia) e strappati via al posto degli Zadikim (vedi *Parparaot LeChokhma*).

Ricapitolando: ogni persona deve giudicare gli altri positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia (1). Allo stesso modo, una persona deve trovare dei punti buoni in sè e giudicarsi positivamente. Trovare i punti di bene è come comporre delle melodie, attraverso le quali una persona arriva alla gioia e a cantare a D-o (2). Chi riesce a trovare del bene negli altri è meritevole di essere il leader della preghiera, che è la persona che attrae tutto il bene (3). Ogni generazione ha uno Zadik che corrisponde concettualmente a Moshe, che trova sempre del bene negli altri. Dal bene costruisce un santuario per D-o, come ha fatto Moshe (4). Tutti gli altri Zadikim, anche loro costruiscono santuari, ognuno in proporzione all’aspetto di Moshe che ha raggiunto. Di conseguenza ogni Zadik ha un determinato numero di scolari che riceve il respiro immacolato dal santuario che ha costruito (5).

1 Tuttavia, per conoscere tutto questo

- cioè, sapere per ogni Zadik e Zadik55, quali bambini si riferiscono a lui56, e quanto ricevono da lui57, e per conoscere tutti gli aspetti coinvolti in questo58, e tutte le generazioni che verranno da loro fino alla fine dei tempi59

-Sappi, che chi può comporre le melodie di cui sopra, può comprendere quanto detto fino ad ora.60

Questo è il significato più profondo di ciò che i nostri saggi, di beata memoria, hanno detto nella Mishnà: “Veramente, hanno detto, il *chazan (*l’inviato*) *vede dove i bambini piccoli stanno leggendo (*Shabbat *1la)61. “Il *chazan*” - cioè, uno che può comporre

55 **sapere per ogni Zadik e Zadik. **Questo è sapere chi sono questi Zadikim.

56 **quali bambini si riferiscono a lui. **Che sono legati a quello specifico Zadik. Alternativamente potrebbe significare che per gli Zadikim stessi sapere quali sono i bambini che sono collegati direttamente a lui.

57 **e quanto ricevono da lui. **La quantità di purezza e di respiri immacolati, così come la quantità ti Torà che dovrebbero ricevere da quello Zadik.

58 **tutti gli aspetti coinvolti in questo, **Perché è di vitale importanza che ognuno riceva nè più nè meno di quel che possa assorbire. Per fornire la giusta quantità di Torà che una persona necessita per la propria crescita spirituale, lo Zadik deve sapere i punti di forza e i limiti di questa persona.

59 **le generazioni che verranno da loro fino alla fine dei tempi. **Questo perché lo Zadik ha la responsabilità

di ogni componente del suo gregge, così come per tutti i suoi discendenti che verranno nelle generazioni – insegnare loro tutto su come serivere D-o e come avvicinarsi a Lui. Questo può essere raggiunto solo attraverso la fede, e quindi lo Zadik deve essere in grado di insegnare ai suoi seguaci e ai suoi discepoli come trasmettere la fede da una generazione a quella successiva, fino alla fine delle generazioni. Questo è il segno di un vero pastore, l’aspetto di Moshe, il pastore fedele (cf. *Parparaot LeChokhma*).

60 **chi può comporre le melodie di cui sopra… **Questa è la persona che ricerca e trova il bene in ognuno, e trasforma questo bene in melodie che consentono alle persone di pregare (vedi sezione 2). Quindi, come Rabbi Nachman spiegherà in seguito, la persona che può sapere tutte le cose dette sopra, è l’officiante/*shaliach zibbur *che conduce la preghiera pubblica – cioè il grande Zadik e il pastore fedele della generazione.

Rabbi Nachman ha spiegato che inoltre gli Zadikim usano il bene che trovano negli altri per costruire il santuario dal quale forniscono i respiri immacolati degli scolari per il merito dei quali il mondo esiste (4). Al contrario, non trovare quel bene per elevare perfino gli ebrei peccatori nella scala del merito segna il passaggio dalla presenza degli Zadikim, a quando non ci sono Zadikim, e quindi alla perdita di giovani scolari, che sono strappati via al posto loro (5 e nota 51). Come citato nella nota 33, il Rebbe dice che questa lezione allude al suo contrastare a livello spirituale, la promozione di ateismo e allontanamento dalla Torà da parte degli illuminati. In particolare, i maskilim (gli illiuminati) hanno tentato di strappare via i giovani scolari dal seno della loro fede, insegnandogli studi secolari e insegnamenti atei. Il Rebbe ha accennato a questa lotta per le anime dei bambini poco fa in questa lezione, quando ha parlato dello scambio di battute tra ebrei e D-o riguardo alla sopravvivenza in esilio (vedi nota 52). Qui spiegherà che quello Zadik che trova sempre il bene negli altri e li incoraggia rendendoli al corrente di questo bene è il maestro di questi giovani bambini. Dal santuario che costruisce, fornisce respiri immacolati agli scolari, permettendo loro di sutidare Torà e di rimanere saldi nella loro fede.

61 **il *****chazan *****vede dove i bambini piccoli stanno leggendo. **È vietato ad una persona leggere alla luce di una lampada ad olio durante Shabbat per paura che per leggere meglio si inclini la lampada, causando quindi lo spegnimento della fiamma o un’illuminazione più splendente. Ad ogni modo, due o più persone che studiano

le melodie di cui sopra – può essere il cantore, l’inviato del popolo, il leader delle preghiere comuni, come spiegato sopra.62 Vede e sa “dove i bambini piccoli stanno leggendo” – vede da quale Zadik ricevono il fiato della loro bocca, tramite il quale leggono ed entrano nello studio della Torà, come spiegato sopra.63

insieme da un testo possono studiare alla luce di una candela simile perchè si terranno d’occhio a vicenda, ed uno impedirà all’altro di trasgredire lo Shabbat. Insegnando questa regola, la Mishnà dice che, di fatto, “il *chazan *vede dove leggono i bambini piccoli”. Rashi (s.v. hachazan) spiega chazan in due modi: il primo fa riferimento all’officiante che leggerà la Torà la mattina dopo al tempio. Lui potrebbe usare la luce di una lampada ad olio il venerdì sera per vedere quale pezzo stiano studiando gli scolari, in modo da preparare la lettura pubblica dell’indomani. La seconda spiegazione di Rashi sul chazan fa riferimento al maestro. Anche se non accompagnato dal secondo adulto, può comunque leggere vicino alla luce mentre osserva quello che studiano i bambini. Rabbi Nachman ora combinerà queste due spiegazioni, mostrando come le parole della Mishnà siano collegate a questa lezione.

62 **Il *****chazan…*****le melodie di cui sopra... **come è scritto sopra. Rabbi Nachman ha spiegato prima che trovando i punti di bene, una persona compone delle melodie per cantare a D-o (vedi 2). Trovare quel bene e giudicare gli altri positivamente lo rende meritevole di essere il messaggero della gente, l’officiante che dirige la preghiera pubblica.

63 **vede da quale Zadik… nello studio della Torà, come spiegato sopra. **Vedi sopra, sezione 4; gli Zadikim

costruiscono dei santuari dai quali i bambini che studiano Torà ricevono i loro respiri immacolati. Questa purezza gli permette di entrare nello studio della Torà, *vayiqrA*, secondo l’erezione del santuario. In questo modo possiamo dire che il *cahzan *è un maestro, lo Zadik che fornisce ai bambini giovani con respiri immacolati per imparare la Torà. La Mishnà quindi si traduce nel nostro testo come segue: *Il chazan *– lo Zadik che compone le melodie, è colui che vede dove leggono i bambini – sa quali bambini sono collegati a quale Zadik. Solo quel pastore fedele, che può comporre le melodie tirando fuori il bene dalle azioni di ognuno, è capace di conoscere ogni singolo Zadik e quali sono i bambini piccoli che sono collegati a lui, quanto essi ricevono, e tutti gli aspetti che sono coinvolti in questo fino alla fine dei tempi.

Il *Biur HaLikutim *indica che la parola ChaZaN (חזן) è simile alla parola ChaZoN (חזון), che significa “profezia”. Questo si collega a quanto ha insegnato Rabbi Nachman, e cioè che lo Zadik deve essere in grado di vedere fino alla fine dei giorni – cioè, il chazzan deve avere previsioni profetiche. E questo è il motivo per cui il maestro inizia ad insegnare ai bambini la Torà partendo dal libro di *Vayikra*, in quanto inizia dicendo che D-o chiama Moshe dal punto che sta tra i Cherubini del Santuario, che era la fonte della profezia/*chazon *e delle canzoni del *chazan *(vedi *Likutey Moharan I*, 3:4,5). Quindi, è dal santuario eretto dal chazan/Zadik, formato da tutti i punti positivi, che attrae le previsioni profetiche necessarie per sorvegliare gli scolari per tutte le generazioni a venire (*Biurei HaLikutim #10*).

Ricapitolando: ogni persona deve giudicare gli altri positivamente e trovare un po’ di bene anche in una persona malvagia (1). Allo stesso modo, una persona deve trovare dei punti buoni in sè e giudicarsi positivamente. Trovare i punti di bene è come comporre delle melodie, attraverso le quali una persona arriva alla gioia e a cantare a D-o (2). Chi riesce a trovare del bene negli altri è meritevole di essere il leader della preghiera, che è la persona che attrae tutto il bene (3). Ogni generazione ha uno Zadik che corrisponde concettualmente a Moshe, che trova sempre del bene negli altri. Dal bene costruisce un santuario per D-o, come ha fatto Moshe (4). Tutti gli altri Zadikim, anche loro, costruiscono santuari, ognuno in proporzione all’aspetto di Moshe che ha raggiunto. Di conseguenza ogni Zadik ha un determinato numero di scolari che riceve il loro respiro immacolato dal santuario che ha costruito (5). Lo Zadik che riesce a comporre melodie dai punti di bene che si trovano negli altri è il leader della preghiera che conosce ogni Zadik, chi sono i bambini che influenza e tutte le loro future generazioni (6).

Come menzionato prima, Rabbi Nachman viaggiò a Lemberg per contrastare le influenze antireligiose del movimento degli illuminati, il cui principale scopo era quello di attrarre i giovani scolari e di indebolire la loro fede nella Torà e in D-o. Prevedendo questo, Rabbi Nachman enfatizzò la grande importanza di trovare del bene in ognuno, perfino negli ebrei peccatori, e giudicarli positivamente. Il Rebbe capì che la causa principale per cui la gente abbandona i propri obiettivi spirituali e abbandona la strada della devozione – estraniandosi da D-o e da loro

stessi- è la depressione in cui cadono perchè si sentono senza merito e senza volre. Questo è il motivo per cui lo Zadik giudica sempre positivamente gli altri (1) e insegna ad ogni persona come trovare il bene che ha dentro (2). Da questi punti di bene lo Zadik compone delle belle melodie, diventando il leader della preghiera che evoca il perdono per il peccato (3). Inoltre, questo Zadik erige un santuario, usando come blocchi di pietra i punti di bene che trova negli altri (4). Questo è il motivo per cui Rabbi Nachman considera questa lezione il centro di tutte le sue lezioni, ed incoraggia i suoi seguaci a vivere seguendo quel che questa lezione insegna. Da un lato, “Azamra” spiega il valore supremo di lottare sempre per il bene, e allo stesso tempo mostra che nonostante i nostri numerosi peccati, abbiamo comunque dei punti di bene che ci connettono a D-o, e che quindi abbiamo sempre la possibilità di essere attrati e avvicinarci a Lui.
